fbpx
LOADING

Type to search

Cannabis biologica: perché conviene e come coltivarla

Share

I benefici degli alimenti biologici sono sempre più evidenti, sia per la salute che per l’ambiente, diventando quasi una forma di resistenza alla coltivazione di massa. Perché allora non replicare tale approccio anche per la coltivazione delle nostre “bambine”?

 

La frutta e la verdura provenienti dalle colture intensive, che utilizzano prodotti a  bassissimo costo, forzate per crescere in tempi brevissimi, comportano tutta una serie di svantaggi. Infatti, vengono spesso utilizzati pesticidi nocivi che creano danni alla salute dei consumatori. Anche a livello organolettico si dimostrano scadenti: il perfetto aspetto estetico, spesso nasconde un sapore quasi inesistente e valori nutrizionali scadenti. Questo tipo di coltivazione “industriale”, inoltre, crea danni all’ambiente inestimabili: inquinamento e sovra-utilizzo dei terreni, inquinamento delle falde acquifere e dell’aria, spreco idrico e tanto ancora.

I concimi chimici, i pesticidi e i fungicidi non sono utilizzati solo per gli alimenti, ma anche per la coltivazione della cannabis, causando gli stessi effetti dannosi dato che viene fumata e ingerita. Sorprendentemente, la coltivazione biologica della cannabis è un concetto piuttosto recente.

LA STORIA DELLA COLTIVAZIONE BIOLOGICA

Gli esseri umani hanno coltivato cannabis per millenni e, fino a poco tempo fa, non se ne sapeva granché. Si trattava di una specie vegetale particolarmente resistente e flessibile, che può crescere laddove trova un clima favorevole al suo sviluppo: dalle catene montuose dell’Afghanistan ai cieli assolati della California.

Le cose sono cambiate con la messa al bando all’inizio del XX secolo e, con l’inizio della “guerra alle droghe” capitanata dall’America nei primi anni ’70, la situazione divenne ancora più pesante. Questo ha causato una stigmtizzazione di questo cultivo, con un conseguente abbattimento di varietà, qualità e quantità prodotte.  Per superare questo inconveniente, si è iniziato a ricorrere a fertilizzanti chimici per massimizzare le rese. Questo, come spesso accade, ha causato una reazione a catena di effetti negativi: + pesticidi = + malattie = + parassiti = + pesticidi e così via.

 

OGGI

La situazione è profondamente cambiata, finalmente. Non si bada solo alla resa, ma anche e soprattutto alla qualità e allo spettro aromatico della pianta, oltre che ai potenziali danni alla salute causati dai prodotti chimici. I tempi sono cambiati. La gente si è resa conto che la produttività non è l’unico fattore importante quando si coltiva cannabis. La coltura/cultura cannabica ha quindi trovato un connubio perfetto con quella biologica, producendo una prole incredibile!

COS’È LA CANNABIS BIOLOGICA?

Il concetto di coltivare cannabis in modo biologico fu fortemente spinto da Jeff Lowenfels, avvocato originario dell’Alaska laureato presso Harvard ed appassionato coltivatore. Questo, infatti, ha promosso che la coltura biologica potrebbe soddisfare la catena alimentare dell’intero ciclo di vita naturale delle piante e dei microrganismi presenti nel suolo. Questa catena preserva un complesso sistema vivente presente nel sottosuolo e la sua interazione con ambiente, piante ed animali.

Un buon esempio frequente dagli agricoltori, dall’inizio dei tempi, è quello di lasciare le foglie cadute con il fine di concimare in modo naturale i terreni in primavera. Il principio è quello di mantenere le cose il più naturale possibile, riducendo al minimo gli interventi da parte dell’uomo.

MICRORGANISMI E IL LORO IMPORTANTE RUOLO NELLE COLTURE BIOLOGICHE

I microrganismi che vivono nel sottosuolo svolgono un ruolo molto importante nelle colture biologiche, contribuendo a produrre nutrienti per le piante attraverso la sintesi di residui ed altri elementi del suolo. Questo processo naturale ha due vantaggi: gli organismi aiutano a concimare le piante, eliminando allo tempo stesso i residui potenzialmente nocivi.

Nelle colture convenzionali con fertilizzanti sintetici, le sostanze nutritive vengono direttamente assimilate dalle piante. Nelle colture biologiche, invece, le misure adottate hanno la finalità di condizionare il terreno per facilitare lo sviluppo dei microrganismi, stimolando in modo naturale la crescita delle piante.

 

COME COLTIVARE CANNABIS IN MODO BIOLOGICO

Prima di scoprire come coltivare biologicamente la cannabis, bisogna fare qualche puntualizzazione.

La coltivazione indoor non può trarre vantaggi da un “ciclo naturale” essendo delimitata in uno spazio chiuso. Ad esempio, quando si verifica un’infestazione di parassiti in una coltura indoor, i predatori naturali non potranno mai intervenire. In questi casi, sarà il coltivatore a dover usare determinati trattamenti se non vuole perdere l’intero raccolto. La cosa che un coltivatore indoor può fare è utilizzare fertilizzanti e antiparassitari naturali (come l’ottimo brand italiano Biomagno), nel pieno rispetto dei principi dell’agricoltura biologica.

LA CANNABIS BIOLOGICA DEVE CRESCERE IN UN SUBSTRATO NATURALE

Tornando al sottosuolo, il primo passo per coltivare biologicamente è usare terreni elaborati in modo naturale: è fondamentale per creare l’ambiente ottimale per i microrganismi, che contribuiranno a fornire le sostanze nutritive alle piante. I migliori tipi di terreno biologico sono le miscele di compost, humus di lombrico (o vermicompost), perlite , farina di alghe marine, guano di pipistrello, pomice, emulsioni a base di pesce, muschio di torba ed altri composti presenti in diverse proporzioni.

Per chi non avesse mai coltivato biologicamente, si aprono due strade possibili. Innanzitutto, acquistare separatamente tutti gli ingredienti da aggiungere e mescolare seguendo una ricetta per fare terreni biologici (compost, vermicompost ecc…). Oppure, acquistare “super-terricci” pre-miscelati da negozi specializzati in growing. Questa è la più raccomandata se siete nuovi nella coltura Bio, poiché i terreni pre-miscelati richiedono molta meno manutenzione. In questi casi, il coltivatore non dovrà fare altro che aggiungere le quantità corrette d’acqua, facendo si che il terreno (ovvero i microrganismi in esso contenuti) si occuperà di tutto il resto.

La miscela di terriccio è probabilmente la parte più importante in una coltura biologica di cannabis, ma esistono altri fattori. Alcuni coltivatori Bio sostengono che l’intero ambiente colturale dovrebbe essere impostato su un unico ecosistema, mantenendo un equilibrio sano tra suolo, temperatura, umidità, flusso d’aria, lampade ecc. Siccome tutti questi fattori si influenzano a vicenda, sarà necessario guardare all’intero ecosistema.

CONCIMI NELLA COLTURA BIOLOGICA DELLA CANNABIS

Le sostanze nutritive assimilate dalle vostre piante verranno prodotte dai microrganismi presenti nel sottosuolo, che significa che non dovrete apportare altre sostanze nutritive o integratori alimentari e non dovrete intervenire sulle colture. In poche parole: sarà necessaria la giusta quantità di acqua.

Tuttavia, i coltivatori di cannabis possono oggi trovare numerosi prodotti per l’agricoltura biologica con cui dare un boost alla crescita delle bimbe. La maggior parte dei coltivatori di cannabis Bio usa i “compost tea”, particolari miscele concimanti che offrono molteplici vantaggi, come sostenere i microrganismi del sottosuolo e tenere a bada le malattie. Facendo una rapida ricerca su internet troverete diverse ricette per fare ottimi “compost tea” da cui trarre enormi benefici.

I FUNGHI MICORRIZICI SONO UN POTENTE STIMOLATORE NATURALE PER LA CRESCITA DELLE PIANTE

Aggiungere funghi micorrizici in un terreno biologico può essere un’altra valida alternativa naturale per stimolare la crescita delle piante. Questi funghi instaurano un rapporto di simbiosi con le piante, aumentando la loro capacità d’assimilazione di sostanze nutritive e acqua. Alcuni fertilizzanti organici venduti in commercio contengono già i funghi micorrizici, ma possono essere acquistati anche separatamente. Introdurre questi organismi nel terreno offre grandi vantaggi durante l’intero ciclo di sviluppo delle piante.

CONTROLLO BIOLOGICO DEI PARASSITI

Quando si coltiva cannabis, soprattutto outdoor, i parassiti più frequenti possono essere debellati senza l’impiego di insetticidi sintetici. Le soluzioni naturali possono essere altrettanto efficaci nella gestione dei parassiti e non contengono sostanze chimiche.

Per combattere alcune famiglie di afidi, come il ragnetto rosso ed altri parassiti comuni, si possono usare prodotti fogliari con olio di neem, la cui efficacia è ormai riconosciuta. Il Bacillus thuringiensis è un altro rimedio biologico che può sradicare i moscerini del terriccio, zanzare e alcune larve di lapidotteri.

LA CONSOCIAZIONE DI PIANTE MANTIENE LONTANI I PARASSITI

Se disponete di grandi superfici di coltivazione, parlando sempre di outdoor, la consociazione di piante è un altro metodo per controllare i parassiti in modo naturale e biologico. Questa pratica agricola consiste nel piantare delle piante vicine con proprietà repellenti naturali. Gli afidi non amano la presenza della calendula, mentre il basilico e l’aneto tengono lontani i moscerini del terreno. Per quasi ogni parassita comune esiste la corrispondente pianta repellente. Consigliamo quindi, una breve ricerca su internet  a seconda dei casi, che può fornire utili informazioni dettagliate.

PERCHÉ DOVREI COLTIVARE CANNABIS IN MODO BIOLOGICO?

Olte ai problemi sopra esposti circa la qualità del raccolto e dei relativi problemi alla salute potenziali, so potrebbe innescare un blocco delle sostanze nutritive causato dal sovra utilizzo di prodotti chimici che si accumulano nel terreno che, a sua volta, può innescare carenze nutrizionalinelle piante. Questi sono piuttosto comuni tra i coltivatori alle prime armi.

La coltivazione biologica non comporta rischi in quanto le sostanze nutritive non vengono apportate direttamente alle piante, ma, al contrario alimentano microrganismi positivi per le piante. È per questo che è piuttosto improbabile che si verifichi una sovraconcimazione in una coltura biologica. Inoltre, non dovrete più preoccuparvi del pH dell’acqua o delle soluzioni concimanti, in quanto un terreno organico è più “resistente” a tali sbalzi.

Con i fertilizzanti chimici, quasi il 90% delle sostanze nutritive viene perso. infatti, solo una piccola percentuale è assimilata dalle piante, mentre il resto si diffonde nel substrato attraverso l’irrigazione. Le miscele di terriccio universale più diffuse per vasi esauriscono le sostanze nutritive con il passare del tempo, il che significa che devono essere sostituite ad ogni ciclo. Una miscela organica può essere “rinfrescata” ad ogni stagione  con l’aggiunta di funghi micorrizici, il che produce anche un maggiore economico.

Non meno importante è il risultato: i sostenitori della cannabis biologica considerano che la qualità dei buds finale sia nettamente superiore, più grandi e più aromatiche, grazie all’assenza di sostanze chimiche. Se vi piace coltivare cannabis, considerate la coltivazione biologica come un’alternativa più sostenibile.

 

Facebook Comments

Tags::

You Might also Like

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *