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Cannabis-Cliché: le realtà che smontano il pregiudizio

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Dopo la recente e poco chiara sentenza della Corte di Cassazione, che ha avuto il solo risultato di creare tensioni e terrorismo all’interno di un mercato delicato come quello della Canapa, crediamo che questo sia il momento ideale per fare della chiara informazione, sfatando, oltretutto, i classici cliché che nel tempo si sono insediati e rafforzati nella testa dell’utente medio, dal proibizionismo degli anni 40 in poi. Tratteremo quindi la Cannabis come pianta (straordinaria) nel suo complesso, facendo le dovute considerazioni, in base alle singole destinazioni d’uso, molto eterogenei tra loro. Per fare questo e non ricadere noi stessi nei soliti luoghi comuni, abbiamo deciso di raccontare alcune testimonianze ed esperienze dei nostri due anni di attività. Partiamo subito:

I clienti degli hemp/grow shop sono ragazzini(minori) alla ricerca dello sballo?

 

Niente di più falso. Il pubblico giovanile è la clientela più difficile da fidelizzare e rappresenta solo il 5% circa del totale. Inoltre, i minori non possono (giustamente) acquistare tali prodotti e, anche se fosse consentito, noi non l’avremmo mai fatto. Allora chi popola i Canapa store (stimati oggi tra le 1.000 e le 3.000 unità su tutto il territorio nazionale, nati in soli due anni di lecita e tassata commercializzazione)? Sarà la nostra posizione centrale nella città,  ma il core target del nostro shop è composto da professionisti, dottori e dottorandi, imprenditori, nobildonne, attori, architetti, startupper, che quasi sempre godono di un alto grado d’istruzione, oltre che ad una certa agiatezza.
Per cosa la utilizzano? La sensazione è che le infiorescenze vengono utilizzate in sostituzione al più dannoso tabacco oppure, stanchi di incrementare  il mercato illegale/criminale, optando così per un prodotto,qualitativamente parlando, di gran lunga superiore a quello di strada, con una filiera totalmente tracciata e la possibilità di scegliere in maniera ponderata tra una vasta gamma di fiori e derivati.

La cannabis light viene utilizzata solo per “confezionare spinelli e fumare” (cit. Sangue Misto – La Porra) ?

 

 

Suona strano anche a dirlo: “fumarla è (quasi) da stupidi!”. Intendiamoci, la combustione di qualsiasi prodotto, specie se accompagnata da quella del tabacco, non è certo salutare, di fatti, numerosi clienti preferiscono assumere i principi attivi con metodologie più salutari: tisane, vaping e olio al CBD, spesso perché affetti da patologie che curano grazie ai cannabinoidi. A confermarci gli efficaci risultati sono gli abbracci e i sorrisi sinceri che questi ci regalano, le numerose mail d’amore ricevute da chi è ha vinto la propria battaglia con la depressione, evitando farmaci come Xanax.
Il minimo che possiamo fare per queste PERSONE è dedicargli una consulenza adeguata, oltre che prezzi ad hoc, per agevolare una scelta salutare che ritengono migliore?

SIAMO TOTALMENTE OPERATIVI: NOI NON CI FERMIAMO! VISITA IL NOSTRO STORE

 

A tal riguardo alcuni episodi ci sono rimasti più nel cuore di tutti.
Uno dei casi è Nickolas, ragazzo affetto da AIDS dell’Idaho (stato dell’America nord occidentale), passato in negozio per delle infiorescenze e l’olio al CBD, che a quanto pare utilizza con successo per alleviare le complicanze di malattie come questa. Dopo essere scoppiato a piangere in negozio dalla felicità, una volta tornato in America, ci ha mandato il seguente messaggio:

 

“It was so good to meet you Enrico and you guys literally made this trip possible. Thank God for Cannabis and CBD. I have probably walked more than 30 miles during my 10 days in Rome. That would have been impossible without this. … I’ve looked at a map and since being here I have walked over 20 miles! Normally I tap out at about 1000 feet. It’s sort of astonishing really. I think it would be a funny story. A Catholic Pilgrim with a Chronic illness comes to Rome and is only able to pull it off because of Cannabis.”

“È stato un piacere conoscerti, E. e tutti voi ragazzi, avete reso  questo viaggio possibile. Grazie a Dio per la Cannabis e per il CBD. Probabilmente avrò camminato più di 30 miglia (circa 48 KM) durante i miei 10 giorni a Roma. Questo non sarebbe stato possibile senza tutto questo. … Ho controllato sulla mappa e da quando sono stato lì ho fatto più di 20 miglia! Normalmente sono esausto dopo circa 1000 passi (c.ca 300m). È veramente sorprendente. Penso potrebbe essere una storia divertente. Un Pellegrino Cattolico con disturbi cronici viene a roma e tutto ciò è stato possibile grazie alla Cannabis.”

Direi che il suo parere sia piuttosto esaustivo. 🙂

La Cannabis comporta un aumento della criminalità e dell’uso delle droghe “pesanti”?

11 Giugno, Ministero dello Sviluppo Economico (Roma) – #LaCanapaCiUnisce #CanapaControCasta

 

un altro mito sfatato.
a dircelo sono i circa 170.000.000€ che annualmente riusciamo a sottrarre al mercato nero italiano (il 10% dell’intero mercato illegale) e numerosi studi della più consolidata esperienza statunitense, dove, oltre alla garanzia di un prodotto controllato (che ripetiamo, è GARANZIA per TUTTI!), si sta evidenziando un notevole calo dell’uso di droghe sintetiche, farmaci (come Xanax, Fedalyn e Metadone, spesso oppiacei e di sintesi) e alcool, rifugio frequenti delle fasce più emarginate.

Tra l’altro, un recente studio che potete trovare qui, ha esaminato la correlazione tra quanto detto e gli infortuni sul lavoro, scoprendo che negli stati in cui è stata legalizzata la Cannabis Medica, le morti “bianche” sono calate del 34%, proprio per un utilizzo minore delle “droghe legali” di cui sopra.

Del resto se tutto il mondo è paese, anche qui nel centro metropolitano, un forte supporto lo riceviamo quotidianamente dagli homeless,  le cui storie ci insegnano tantissimo: i loro racconti illustrano palesemente come la “vita di strada” sia minata da grandi errori e nemici insidiosi, come quello della tossicodipendenza, da cui cercano rifugio, anche con pochi gesti e parole.

A maggior ragione, siamo convinti che il commercio regolato legalmente della Cannabis abbia un forte impatto sociale.
Per questa gente non rappresenta solamente un palliativo che allontana dalla ricerca di sostanze ben più nocive, ma crea un presupposto per una chiacchiera costruttiva, per ricevere un sorriso, considerazione, o comunque scambi relazionali che molte volte gli vengono negati dalla freddezza della strada.



Vantaggi Socio-Economici e il mito dell’ “hippy-fattone”:

“Due amici, una chitarra e uno spinello” cantava Stefano Rossi.

Nell’immaginario collettivo, la parola canapa rimanda subito ad uno scenario hippie, libertino, spensierato e tra le menti più bigotte persino di inoperatività.

Ma allora, in questi due anni, come sono nati più di 3.000 stores? Da dove sono piovuti i soldi di tasse pagate finora? Come è possibile che si sia incrementato il settore agricolo italiano? Come hanno potuto trovare un’occupazione regolare migliaia di giovani?

È innegabile: la cannabis ha creato possibilità di crescita in Italia (e prima nel mondo).

Canapasativa Italia ha oggi stimato l’indotto della cannabis Light sui 300 milioni € annui, mentre il settore agricolo è cresciuto (unico settore in crescita) del 3,2%.

Oltrettutto, chi ha fatto business in questo settore finora, cosciente di entrare in un mercato sensibile a controlli continui,  ha fatto azienda rispettando tutte le regole ed etiche di lavoro, più di tanti altri commercianti italiani d’altri settori.

Sarà stata questa sensibilità ai controlli, ma intorno ai canapa shop, non gravita ombra di lavoro in nero, di illeciti fiscali: il tutto ha contribuito a creare 10/17mila posti di lavoro (regolari, lo ribadiamo) ed ad incrementare l’economia, per di più CIRCOLARE,  di un paese che non vive certo i suoi anni più fiorenti.

Volando oltreoceano, consideriamo il caso specifico dello stato del Colorado (US), dove i contribuenti hanno percepito un rientro di 30 milioni di $, successivamente in quello di Washington (70 mln $).

Vero è che vita mea, mors tua: gli unici a vedersi il portafoglio meno gonfio sono state le compagnie e le multinazionali farmaceutiche.

Tra l’altro siamo in un momento storico in cui le notizie sugli effetti benefici della legalizzazione della cannabis si prendono sui media lo spazio che meritano. Questa volta tocca al Nevada, alla sua contea più grande per la precisione, quella di Clark, che ha stanziato quasi 2 milioni di dollari provenienti dalle entrate dell’industria della marijuana a vantaggio dei meno fortunati. L’indotto verrà utilizzato per realizzare 76 nuovi posti letto presso un rifugio per giovani senzatetto e 60 alloggi post-ospedalieri per persone con gravi problemi di salute. Invece, qui potrai scoprire un caso simile, attuato in Colorado che prevede 3 milioni di dollari di investimenti per i più bisognosi.

Inoltre, moltissime ricerche stanno studiando con ottimi esiti, l’utilizzo del CBD come trattamento di stati depressivi molto forti, risultando un’alternativa di pari successo, se non superiore, a farmaci con effetti indesiderati gravi. Qui potete trovare un nostro articolo con più informazioni a riguardo!

Sempre a proposito di nuove ricerche a tema cannabico, una bellissima notizia arriva dalla California (dove le ricerche in materia sono fiorite dopo la legalizzazione, dando un boost di conoscenza al Mondo intero, difficilmente stimabile in soldoni, ndr.) circa la cura e la prevenzione dell’Alzheimer.

In particolare, David Schubert del Salk Institute dice che mentre “altri studi hanno offerto prove che i cannabinoidi potrebbero essere neuroprotettivi contro i sintomi dell’Alzheimer, crediamo che il nostro studio sia il primo a dimostrare che i cannabinoidi influenzano sia l’infiammazione che l’accumulo di beta amiloide nelle cellule nervose“.

La ricerca ha suggerito che il THC può fornire effetti positivi per l’invecchiamento del cervello. Mentre non siamo del tutto sicuri di come si manifesta l’Alzheimer, esso è correlato a un accumulo di due tipi di lesioni. Una forma di lesione è conosciuta come placca amiloide (beta amiloide), il segno distintivo del morbo di Alzheimer, e il secondo sono i grovigli neurofibrillari (proteine ​​tau).

Mentre non c’è una risposta definitiva sul perché queste lesioni compaiono, l’infiammazione cronica non apporta placche o grovigli neurofibrillari, infatti l’infiammazione sembra proliferare la condizione.

Scoprire che il THC può essere coinvolto nella protezione dei neuroni dalla morte oltre a sostenere la rimozione cellulare della beta amiloide, non è un’impresa da poco. Questo è il motivo per cui l’istituto sta cercando di eseguire test clinici testati. Dal momento che le prove iniziali nel 2016, il Salk Institute si stava muovendo verso test con topi, che potrebbero poi passare agli umani. Tuttavia, per quanto riguarda la legalizzazione della marijuana e dei test clinici, deve ancora andare avanti. Il loro obiettivo era quello di iniziare i test entro il 2017, ma questo non ha ancora dato i suoi frutti. Tuttavia, con gli attuali cambiamenti nelle politiche negli Stati Uniti, questo potrebbe diventare molto più facile. Questa prova preliminare è semplicemente troppo grande per essere ignorata, quindi teniamo le dita incrociate per il futuro.

 

 

 

 

Martedì 11 Giugno 2019

                                                       SIT-IN di protesta

Ministero dello Sviluppo Economico
Via Molise, 2 – 00187 Roma

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2 Comments

  1. Enrico Dei Rossi June 13, 2019

    Il cbd fa bene ti toglie l ansia legalizzatella

    Reply
    1. Redazione June 14, 2019

      Ce la possiamo fare! 🙂

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