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Coltivazione Indoor vs Outdoor: 3 differenze chiave

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La cannabis è sempre stata coltivata all’aperto ed è una delle coltivazioni agricole più antiche ad esistere. Coltivare la cannabis in ambienti chiusi, tuttavia, è una pratica diffusa da meno di un secolo ed è il risultato della proibizione. La maggior parte dei progressi nella produzione di cannabis si sono verificati nell’era della coltivazione in interni; nascondersi alla vista, inizialmente, era un modo per proteggere i coltivatori dalle leggi contro la cannabis.

Col progresso della tecnologia, l’industria è stata in grado di espandere la sua conoscenza della pianta con passi da gigante, e ciò è vero anche per le aree dove la coltivazione all’aperto era riuscita ad avere successo, come nell’Oregon del Sud e nella California settentrionale. Le differenze non sono importanti solo per gli aspiranti coltivatori di cannabis, ma anche per i consumatori che vogliano comparare i prodotti coltivati all’aperto o al chiuso in negozio.

L’ambiente come condiziona il risultato di un ceppo, e che considerazioni deve tenere in conto un coltivatore quando sceglie fra i due?

Climi Controllati vs. Climi Naturali

Ci sono molti motivi per coltivare al chiuso piuttosto che all’aperto, come, per esempio, essere libero di scegliere dove farlo senza alcuna limitazione e l’abilità di controllare completamente l’ambiente di coltivazione. Controllare la temperatura, le fonti di luce, la produzione di CO2 e l’umidità crea un habitat stabile per ottimizzare la crescita delle tue piante senza dover rischiare l’effetto degli elementi naturali esterni.

Il coltivatore in interni tipicamente trova fiori cosmeticamente puri con percentuali di THC più alte. D’altra parte, nessuna lampadina può produrre lo stesso spettro di luce unico del sole, che, in cambio, limita i giardini al chiuso con raccolti più modesti e piante meno forti. La coltivazione all’esterno, tuttavia, richiede un clima adatto alla produzione di cannabis – buona esposizione al sole, giorni caldi, notti tiepide e bassa umidità.

Nondimeno, coltivare al chiuso ha le sue complicazioni. Quando il coltivatore prova a creare un ambiente naturale in spazi chiusi, ci sono fattori nel processo naturale che non possono essere replicati. Per esempio, le piante cresciute all’esterno hanno un sostanziale aiuto contro gli acari provenienti dai predatori naturali che ne condividono l’habitat. Vespe, formiche e coccinelle sono alcuni degli “aiutanti naturali” che tengono a bada la popolazione degli acari.

Al chiuso, il coltivatore non può sperare di imitare del tutto l’ambiente naturale, che è incredibilmente complicato. Se gli acari dovessero comparire in uno spazio di coltivazione al chiuso, potrebbero rappresentare una sfida da controllare. Con le preoccupazioni dei consumatori sempre in crescita circa l’uso sfrenato di pesticidi e insetticidi, alcuni coltivatori potrebbero trovare interessante informarsi sui compromessi della coltivazione all’esterno.

Il Prezzo di Coltivare la Cannabis al Chiuso vs. all’Esterno

Sia le coltivazioni compiute all’interno che all’esterno richiedono costi anticipati sostanziali, ma la differenza diventa evidente a lungo andare. L’uso dei sistemi di controllo del clima necessari in luoghi chiusi può costare una piccola fortuna, mentre la maggior parte dei costi associati con le coltivazioni all’esterno vanno sostenuti all’inizio dell’operazione.

I costi del lavoro per i due tipi di giardino variano a loro volta drasticamente. Con il continuo ricambio in un giardino al chiuso, c’è sempre del lavoro da fare. Potare, mettere i tralicci, innaffiare, nutrire e raccogliere sono lavori continui e più esigenti per raccolti più piccoli. All’esterno, il coltivatore lavora su un unico campo per tutta la stagione. Molte aziende con grandi produzioni possono impiegare fino a quattro impiegati full-time fino alla raccolta, quando è necessario assumere ulteriori lavoratori.

L’alto costo della coltivazione al chiuso potrebbe essere recuperato attraverso dei progetti di riproduzione, raccolti per tutto l’anno e prodotti di alta qualità che hanno maggiore attrattiva di vendita. In più, ambienti creati al chiuso permettono ai coltivatori di coltivare ceppi non altrimenti adatti all’esterno, per il loro ambiente e clima locale. Tuttavia, con il crescere del costo dell’energia e la sempre maggiore domanda di più fiori sul mercato, la coltivazione all’esterno potrebbe essere in grado di rifornire il mercato con prodotti di qualità ad un prezzo più ragionevole.

Qualità della Cannabis Coltivata al Chiuso vs. all’Esterno

I fiori coltivati al chiuso sono stati da tempo riconosciuti come prodotti di alta qualità. Dall’essere in grado di controllare il tuo ambiente e accelerare la riproduzione sono risultati dei ceppi esteticamente belli con magnifici profili di sapore. Introdurre livelli più alti di CO2 rispetto all’ambiente naturale aumenta la crescita dei boccioli e produce dei livelli di THC che sono difficili da ottenere all’esterno.

In più, la cannabis coltivata al chiuso non deve avere a che fare con pioggia, vento o qualsiasi altro elemento naturale che può danneggiare un raccolto all’esterno. I boccioli rimangono in perfette condizioni e iniziano a degradarsi solo quando iniziano ad essere maneggiati. La portata della maggior parte delle operazioni al chiuso generalmente permette alle coltivazioni di essere raccolte nelle condizioni migliori, e al prodotto di essere curato in un clima controllato.

Il fiore cresciuto all’esterno è, ovviamente, soggetto ai capricci dell’ambiente naturale. Anche se il prodotto finale potrebbe non sembrare altrettanto perfetto, il sapore, gli effetti e l’aroma dovrebbero comunque essere tutti presenti. Alcuni consumatori pensano che la cannabis organica cresciuta alla luce del sole sia preferibile rispetto all’alternativa coltivata all’interno dall’aspetto perfetto.

Molti stereotipi circa la cannabis coltivata all’esterno esistono per un solo motivo chiave: la legalità. La gran parte della cannabis cresciuta all’esterno vista dai consumatori è passata attraverso numerosi maltrattamenti post-raccolto. Molte aziende agricole di cannabis devono correre dei rischi per coltivare il proprio prodotto, in parte a causa dei conflitti tra stato e leggi federali. Come risultato, il raccolto è spesso rapido, la cura è quasi inesistente, ed è necessaria una gestione aggressiva per farla arrivare sul mercato. Col cambiare delle leggi, le strutture esterne sono in grado di prendersi più tempo per il trattamento delle piante, ed il mercato dovrebbe quindi sperimentare un aumento nella qualità delle coltivazioni all’aperto.

Recentemente c’è stata una progressiva affermazione della coltivazione in serra a scopi commerciali, che cerca un equilibrio tra i due metodi. Questo stile di coltivazione sta producendo dei risultati di qualità, il che è emozionante da vedere in questa industria emergente. Come abbiamo visto, tutti gli stili di coltivazione offrono lati positivi e negativi, e, sia in qualità di consumatore che di produttore, è sempre importante continuare ad informarsi. Esci dalla tua routine per provare qualcosa di nuovo, e mantieni una mentalità aperta.

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