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Il rapporto dell’OMS sul CBD: nessun rischio per la salute pubblica o di abuso

Il rapporto dell’OMS sul CBD: nessun rischio per la salute pubblica o di abuso

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Un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) non ha trovato nessun esito negativo sulla salute, ma al contrario diversi impieghi medicinali per il cannabidiolo, ovvero il CBD, nonostante la politica federale degli Stati Uniti su questo cannabinoide chimico.

Secondo un rapporto preliminare dell’OMS pubblicato lo scorso mese, il CBD presente in natura è sicuro e ben tollerato dagli esseri umani (e dagli animali) e non è associato ad alcun effetto negativo sulla salute pubblica (PDF).

Gli esperti hanno inoltre dichiarato che il CBD, un prodotto chimico non psicotropo trovato nella cannabis, non induce a dipendenza fisica e “non è associato ad un potenziale abuso.” L’OMS ha scritto ancora che, al contrario del THC, non ci si “sballa” con il CBD.

“Ad oggi, non c’è alcuna prova di uso ricreativo del CBD o alcun problema relativo alla salute pubblica associato all’uso del puro CBD,” hanno scritto. Anzi, i risultati suggeriscono che il CBD mitighi gli effetti del THC (che siano di gioia o di panico), secondo questo e altri rapporti.

Gli autori hanno evidenziato che la ricerca ha ufficialmente confermato alcuni effetti positivi del prodotto chimico.

Il team dell’OMS ha determinato che il CBD si è “dimostrato un trattamento efficace per l’epilessia” in adulti, bambini e perfino animali, e che ci sono “prove preliminari” che il CBD potrebbe essere utile per trattare l’Alzheimer, il cancro, la psicosi, il Parkinson e altre patologie serie.

Riconoscendo questo tipo di scoperte in anni recenti, il rapporto continua, “Diversi Paesi hanno modificato i loro controlli nazionali per ammettere il CBD come prodotto medicinale.”

Ma gli Stati Uniti, ha sottolineato il rapporto, non sono uno di questi. Come componente della cannabis, il CBD rimane classificato come una sostanza controllata dalla Tabella I, ovvero ad “alto potenziale di abuso” secondo l’opinione del governo federale. Ciò nonostante, “l’uso medico non autorizzato” del CBD è abbastanza comune, dicono gli esperti.

Per molti consumatori di CBD negli Stati Uniti, lo stato prevalentemente non autorizzato e illegale della sostanza crea dei problemi, specialmente quando un’ondata di oli ed estratti di CBD online (prevalentemente canapa) o comprati dai negozi ha permesso ai pazienti di prendere in mano—assieme ai rischi dovuti dal comprare medicinali non regolati—il proprio processo di trattamento.

Nonostante il CBD di per sé sia sicuro e sia trovato utile da molti consumatori, gli esperti dell’industria avvertono che non tutti gli estratti di cannabis sono creati ugualmente, esclusivamente o con gli stessi metodi di estrazione.

E mentre i rapporti di reazioni negative al CBD puro sono sporadici, i ricercatori possono affermare che il cannabinoide non sarebbe da incolpare da solo. “Gli effetti negativi riportati possono essere un risultato di interazioni farmaco-farmaco fra il CBD e i farmaci esistenti del paziente,” hanno sottolineato.

Come riportato dalla riforma nonprofit NORML sulla cannabis, l’OMS sta considerando al momento di cambiare la posizione della CBD nel proprio codice di schedulazione dei farmaci. A settembre, NORML ha presentato una testimonianza scritta alla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti opponendosi all’attuazione di restrizioni internazionali all’accesso del CBD.

La  FDA, che ha ripetutamente declinato di aggiornare la sua posizione sui prodotti della cannabis nonostante le prove raccolte sull’argomento siano sempre di più, è uno fra gli enti che consiglieranno l’OMS sulla sua revisione finale del CBD.

Forse questa volta la FDA ascolterà e imparerà qualcosa.

Il rapporto è stato presentato dal Comitato di Esperti sulla Dipendenza dalla Droga dell’OMS e redatto sotto la responsabilità del Segretariato dell’OMS, Dipartimento dei Medicinali Essenziali e Prodotti Sanitari, Gruppi d’Innovazione, Accesso e Uso e Norme, Amministrazione e Conoscenza.

 

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