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Le elezioni di medio termine in America confermano la spaccatura, ma confermano anche l’unità sulla legalizzazione della Cannabis

Le elezioni di medio termine in America confermano la spaccatura, ma confermano anche l’unità sulla legalizzazione della Cannabis

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Con le elezioni di medio termine di Martedì 6 Novembre, gli elettori americani mandano un forte segnale a Donald Trump, rovesciando i rapporti di forza nel Congresso con la vittoria dei democratici alla Camera dei rappresentanti. Impresa importante, anche se non completata dalla – più difficile – conquista del Senato che rimane saldamente in mano repubblicana, dove guadagnano anzi qualche poltrona. Risulta così palese una grande spaccatura degli elettori, che rispecchia a pieno il dualismo sociale che sta vivendo l’america degli ultimi anni (e forse il mondo intero): da un lato la popolazione ultra-conservatrice dell’operaio bianco medio degli stati centrali, dall’altro la voglia di rinnovamento e di uguaglianza, evidenziata anche da alcune vittorie storiche come Rashida Tlaib, prima donna musulmana eletta al congresso (Michigan) e Alexandria Ocasio-Cortez, la donna eletta più giovane della storia americana.

Se il dualismo socio-politico americano risulta così evidente, la popolazione appare unita nei confronti della legalizzazione della marijuana. Infatti, recenti sondaggi dimostrano, che a prescindere dalla classe sociale, religione ed etnia, più del 62% degli americani si dice favorevole a forme di legalizzazione della cannabis, con picchi che arrivano anche all’80% in alcuni Stati.

Durante le elezioni di Martedì, infatti in quattro stati si è votato anche a favore della legalizzazione della canapa, con risultati eccezionali: il Michigan è diventato il decimo stato a legalizzare la marijuana anche per scopo ricreativo (per maggiori di 21 anni), mentre sia il Missouri che lo Utah hanno approvato misure per legalizzare la marijuana medica, mentre ciò non è riuscito nel Nord Dakota.

Ora un totale di 33 stati prevede una certa misura di legalizzazione, rappresentando circa un quinto della popolazione statunitense.

La legalizzazione della marijuana sta travolgendo gli Stati Uniti: a giugno, l’Oklahoma ha votato per legalizzare la marijuana medica, unendosi a numerosi altri stati che hanno già leggi a riguardo. Dieci altri stati, tra cui California e Colorado, hanno legalizzato il possesso e la vendita di marijuana a tutti gli adulti di età superiore ai 21 anni.

È anche uno dei pochi argomenti hot-button con supporto diffuso. Secondo un recente sondaggio di Pew Research, il 62% degli americani sostiene la legalizzazione della marijuana ricreativa, incluso il 74% dei millennials.

E il 2018 è stato un anno di bandiera per la legalizzazione della marijuana in Nord America. A ottobre, il Canada ha legalizzato la marijuana a livello federale, diventando il primo gruppo di sette paesi a farlo. La corte suprema del Messico ha decretato in ottobre che il divieto di marijuana era incostituzionale, aprendo la strada al nuovo leader del paese, Andrés Manuel López Obrador, per seguire l’esempio del Canada.

Ecco i dettagli delle votazioni e delle relative misure, stato per stato:

 

Michigan

Gli elettori del Michigan hanno approvato la Proposition 1, diventando così lo stato il primo nel Midwest a legalizzare il possesso e la vendita di marijuana per tutti gli adulti di età superiore ai 21 anni. Il disegno di legge consentirà agli adulti di possedere fino a 2,5 once (circa 70gr) di marijuana e consentire ai residenti di crescere fino a 12 piante a casa.

 

La legge è più permissiva di altri stati con la marijuana legale: la maggior parte consente ai residenti di possedere solo fino a un’oncia alla volta.

 

Utah

Gli elettori dello Utah hanno approvato la Proposition 2, una misura che consente ai residenti con malattie qualificate di accedere legalmente alla marijuana medica.

Avversari e sostenitori del disegno di legge concordarono che la legislatura dello Utah si sarebbe riunita in una sessione speciale a novembre per elaborare una versione più restrittiva della legge sulla marijuana medica.

Missouri

I residenti del Missouri martedì hanno votato per approvare l’emendamento n. 2, che legalizza la marijuana medica e la tassa al 4%.

I residenti del Missouri hanno affrontato una strana situazione in cui i residenti hanno votato su tre distinte iniziative relative.

L’emendamento 2, che è stata approvato, proponeva una tassa del 4%, mentre l’emendamento 3 avrebbe innalzato l’imposta al 15% per sostenere la creazione di un’agenzia statale chiamata Istituto di Ricerca Biomedica e di Sviluppo della droga che cercasse le cure per le malattie.

 

Nord Dakota

Il Nord Dakota ha votato contro una delle più permissive politiche sulla marijuana legale di martedì. La misura non avrebbe posto limiti al possesso e legalizzato la commercializzazione della marijuana senza creare un quadro normativo, secondo The Washington Post.

Questo rappresenta un grande passo avanti, non solo per gli States, ma per quella che essere un’ “onda verde” a livello internazionale, che sta acquisendo sempre più forza. In Italia, dove la popolazione sta iniziando a trarre i primi benefici dalla “New Canapa Economy”, in grado di creare nuovi posti di lavoro ed introiti per le casse dello Stato (oltre ai vantaggi ambientali per il ritorno all’agricoltura), circa il 90% delle persone si dice favorevole alla vendita e al consumo della canapa light (con THC inferiore allo 0.6%, ma con CBD ), mentre il 66% lo è per la sorella “standard” (qui i risultati di un recente sondaggio) , ovvero con THC > 0.6%.

E voi come la pensate al riguardo?

 

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