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Legalizzazione Cannabis in Italia: presentato un disegno di legge dal Movimento 5Stelle

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Dopo il lavoro fatto nella scorsa legislatura, dall’intergruppo parlamentare, Matteo Mantero senatore del M5s ha depositato in Senato un disegno di legge per legalizzare la coltivazione, la lavorazione e la vendita della cannabis e dei suoi derivati.

“Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione nella quale le organizzazioni criminali controllano la produzione la trasformazione e la vendita di ogni tipo di sostanza proibita, i trasformatori e gli intermediari” ha dichiaro Mantero. Perfino la Direzione Nazionale Antimafia sia nel 2016 che nel 2017, nella sua relazione annuale, si è pronunciata “favorevole alla legalizzazione prendendo atto sulla base di numeri, fatti, indagini e processi in nostro possesso del fallimento delle politiche proibizioniste“.

 

“Anche in Italia la legalizzazione della cannabis – afferma ancora il senatore pentastellato –  consentirebbe un risparmio dei costi legati alla repressione penale del fenomeno e riassorbirebbe buona parte dei profitti criminali del mercato nero, che ricordiamolo nel mondo il business complessivo del narcotraffico secondo le stime si attesta a 560 miliardi di euro l’anno, mentre in Italia è stimato in circa 30 miliardi di euro, pari a circa il 2% del Pil nazionale, più della metà del mercato (ben 15 miliardi circa) è costituito dalla marijuana e suoi derivati. Questi numeri secondo la Dna “confermano che la partita del contrasto al narcotraffico rimane decisiva”. Quindi per Matteo Mantero, chi è contrario alla legalizzazione, in un certo modo, sta difendendo gli interessi della criminalità organizzata, dato che è innegabile l’esistente mercato nero. “In molti sono d’accordo che sia insensato perseguire chi si fuma uno spinello, visto che la marijuana non fa male come invece l’alcol e il tabacco. Anzi, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports, affiliata di Nature, l’alcol ha un indice di pericolosità 114 volte superiore alla cannabis, seguito da eroina, cocaina e tabacco”, spiega il senatore. Mantero evidenzia come “oltre il 70 per cento degli italiani sarebbe concorde” alla legalizzazione. Il senatore inoltre sottolinea che “con la cancellazione del reato di produzione e vendita delle droghe leggere, che rappresenta più della metà del mercato degli stupefacenti, si risparmierebbero quasi 800 milioni di euro, in seguito alle minori spese tra magistratura, carcerari e quelle relative all’ordine pubblico ed alla sicurezza. Risorse economiche e finanziarie che potrebbero essere spostate al contrasto alle droghe pesanti, come cocaina, eroina e droghe sintetiche, queste sì realmente pericolose”.

 

Lanciando un occhio oltreoceano ad esempio al Canada che ha completamente legalizzato (pagando l’intero debito statale in pochissimi giorni), agli Stati Uniti, che dopo i primi esperimenti, ha visto sempre più stati procedere verso la produzione e la vendita della marijuana per uso ricreativo, come Colorado, Washington, Oregon e Alaska e il distretto di Columbia e anche l’Europa non fa eccezione, oltre la rinomata  esperienza di Amsterdam, recentemente anche la Spagna, ha visto la progressiva registrazione dei cosiddetti “Cannabis Club”, per arrivare fino all’oriente, con la Corea del Sud che ha aperto all’uso medico.

 

“Consentire l’autoproduzione di cannabis come pure la regolamentare la produzione e la vendita di infiorescenze della cosiddetta “light” e consentirne l’utilizzo a scopo ricreativo – continua Mantero – costituirebbe un’importante tutela della salute pubblica, in quanto si sposterebbe il consumo di cannabis, dal mercato illegale di prodotti potenzialmente nocivi per la salute, a prodotti invece coltivati con rispetto per la salute dell’utilizzatore“.

 

“D’altra parte, – conclude – proprio l’esperienza degli stati che hanno regolamentato in forma legale il mercato della marijuana dimostra che il numero dei consumatori non è affatto cresciuto, né è aumentato l’impatto sociale e sanitario direttamente o indirettamente connesso al consumo. A crescere sono stati solo il reddito legale e il gettito fiscale del mercato legalizzato”.

 

Ma in sostanza, cosa prevede il disegno di legge presentato?

 

– consentire, a determinate condizioni, la coltivazione della cannabis, in forma individuale (fino a 3 piante) o associata (fino a 30 persone e dopo comunicazione alla Prefettura). Per avviare la coltivazione, sia individuale sia in forma associata, sarà sufficiente comunicarlo alla prefettura competente, senza ricevere un’autorizzazione preventiva;

– prevedere la liceità della detenzione di cannabis entro determinate quantità (15 grammi in casa e 5 grammi fuori), oltre a correggere la legge sulle infiorescenze, che ora vengono vendute nei cosiddetti “shop di cannabis light” per uso tecnico, prevedendone la possibilità di essere vendute per uso alimentare o erboristico (saranno soggette a tutti quei controlli dovuti e legati a quel tipo di attività) e innalzando la percentuale di THC che possono contenere fino all’1%.

– Depenalizzata anche la cessione gratuita di una modica quantità di cannabis (meno di un grammo) se coltivata in forma personale o associata. La violazione della legge, specifica il provvedimento, sarà considerata ‘illecito amministrativo’ e sanzionata con una somma che potrà andare dai 100 ai 1000 euro. I guadagni delle multe, però, si legge all’articolo 6 saranno reinvestiti per interventi formativi, educativi, preventivi, curativi e riabilitativi, attuati dalle istituzioni scolastiche e da quelle sanitarie per arginare il fenomeno delle tossicodipendenze;

– disciplinare le condotte illecite prevedendo una differenziazione di pena in relazione alla tipologia delle sostanze (droghe pesanti, droghe leggere).

 

Che si inizi a legiferare in maniera seria tale tematica, finalmente anche in Italia?  Vedremo, nel mentre terremo le dita incrociate! 😉

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